Il lunghissimo per correre una maratona. - EquipeRun
Il lunghissimo è senz’altro l’allenamento indispensabile per correre una maratona in quanto permette di creare l’abitudine a correre piano e per un lungo tempo.
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Il lunghissimo per
correre una maratona.

Il lunghissimo per
correre una maratona.

Il lunghissimo è senz’altro l’allenamento indispensabile per correre una maratona in quanto permette di creare l’abitudine a correre piano e per un lungo tempo.

Questo tipo di allenamento porta l’organismo ad aumentare la propria capacità aerobica, ovvero la capacità di correre a lungo  sfruttando l’ossigeno della respirazione. Questo mezzo allenante permette l’alterazione dell’omeostasi dell’organismo che reagisce attraverso una serie di adattamenti così schematizzati:

 

TIPO D’ADATTAMENTO CARATTERISTICHE DELL’ADATTAMENTO
MECCANICO Le articolazioni, i tendini e le altre strutture meccaniche devono diventare capaci di assorbire le migliaia di sollecitazioni consecutive che derivano dal fatto di correre tanti chilometri in una sola volta.
MENTALE La mente deve essere in grado di accettare uno sforzo molto prolungato.
ENDOCRINO L’organismo si deve abituare alle variazioni ormonali che si verificano durante la corsa.
TECNICO-STILISTICO La corsa deve diventare economica ed efficace in rapporto all’andatura tenuta e deve mantenersi tale fino alla fine della gara.
TERMICO-IDRICO-SALINO L’organismo deve essere in grado di fornire una prestazione prolungata anche se si gareggia in un clima caldo o caldo-umido.
METABOLICO

(consumo di grassi per minuto)

I muscoli devono diventare capaci di consumare una buona quantità di grassi per minuto.

Tab: Vari cambiamenti che si verificano nell’organismo in seguito all’allenamento sul “lunghissimo” (Enrico Arcelli).

 

Per lunghissimo si intendono distanze al di sopra dei 32 km, sconsigliate a soggetti al di sotto dei venti anni in quanto si possono avere complicanze sui processi di ossificazione non ancora terminati. Il ritmo di percorrenza varia dal livello e dall’esperienza del podista.

Possiamo comunque affermare che la velocità sostenuta dovrà essere del 25% più lenta rispetto alla velocità di soglia anaerobica per coloro che si accingono a svolgere questo tipo di lavoro per la prima volta. I più esperti manterranno una velocità pari al 15% più lenta della velocità di riferimento.

La durata varierà dall’ora e trentacinque fino ad un massimo di tre ore, equivalenti ad un chilometraggio che si aggirerà tra i 32 e i 35 km. Questo tipo di allenamento deve essere svolto prima della maratona con una frequenza che varia da un minimo di sei ad un massimo di dieci volte, facendo coincidere l’ultimo lunghissimo quando mancano alla gara fra i 18 e i 20 giorni.

Buon allenamento

 

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